Spaghetti&meatballs

piccoli scatti e scritti2Sei un altro viaggio nell’espresso bestiame, sei un pacco in un treno merci, sei buttato&sbattuto mentre io abito un maggiolino apulo-lucano e nel riflesso del vetro sembro uscito da una discarica.

Il dovere mi chiama, devo tornare in bagno: al tuo arrivo devo brillare. Spero che tu legga questa mail con in allegato il colore della ruggine che aiuta i pensieri, che fa chiudere gli occhi e genera il tetano nelle leggende dei compaesani. È più facile così per me essere qui, con te altrove.

Ora sono sulla strada in un buco con quattro ruote e uno sconosciuto.

Il mio autista non indossa l’abito talare che mi fa così tanta paura,

il mio autista non è barbuto,

il mio autista non ama parlare lentamente e non ama affatto le mezze misure. Non sa ascoltare: è un generatore di parole.

Ho pensato a lui che diceva d’aver passato tutta la serata a bere e a fumare prima del concerto a cui io non sarei mai voluto andare e non faceva altro che elogiare la tequila col limone. Mi ricordava Jack Kerouac quando parlava della luna. Nella luce arancione nessun’auto sulla strada da incrociare.

Per tutto il tempo, ho pensato solo agli spaghetti con le polpettine.

Ti aspetto senza mangiare.

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